Sono nata nel 1976 nella camera dei miei genitori, contadini di Calabria. Sono cresciuta nelle terre del sud Italia fino ai miei diciotto anni per poi sposare l'evasione a Roma e intraprendere gli studi di psicologia e di musicoterapia.

Fin da piccola scopro la danza, questa danza che si rivelerÓ in seguito come una vera passione. Verso i miei vent' anni, in occasione del mio primo viaggio in Africa, mi sorprendo a guardare dei bambini danzare la gioia al suono di ritmi indiavolati: erano i bambini dell'orfanatrofio di Nkolbisson nel Camerun. Per la prima volta capisco cosa significhi vivere pienamente la magia della musica attraverso il movimento del corpo e, grazie a questo incontro, affascinata dall'intensitÓ di questa esperienza umana e culturale, me avvicino alla danza africana.

Di ritorno in Italia mi avventuro verso altri orizzonti, altri stili di danza: il Teatro-danza e il Contemporaneo, la danza afro-brasiliana e orientale, cosý come altre pratiche corporali quali il Tai chi chuan e lo Yoga.

Inoltre, affascinata dalla musica, d˛ voce al mio corpo e la voglia di cantare prende il volo. Durante alcuni anni studio tecnica vocale con diverse insegnanti italiane per poi, molto rapidamente, consacrarmi alla creazione e partecipare a svariati festivals d'Arte di strada proponendo degli spettacoli di Teatro-danza dove la parola e il canto si uniscono al gesto e al movimento.

Arrivata in Francia mi dedico allo studio del canto lirico e partecipo alle classi di Jazz e musiche improvvisate del Conservatorio di Tarbes. Le voci di Billie Holiday, Cesßria ╔vora, Gabi Lunca, Amßlia Rodrigues, Elis Regina, Lhasa de Sela, mi toccano profondamente e diventano una fonte d'ispirazione e di forza. Con loro imparo a cantare la vita in tutte le sue sfumature e contraddizioni, con loro imparo prima di tutto a ricercare "le corde dell'emozione".

Appassionata di canto popolare, comincio a collaborare a diversi progetti di musica etnica: africana, brasiliana, latino-americana, dell'Europa dell'est, greco-turca e arabo-andalusa. Fino al momento in cui divento interprete di questa poesia che il Tango canta con tutta la sua complessitÓ, il Tango che, tra l'altro, ho anche il piacere di danzare.

Pi¨ tardi arriva il mio incontro con Bruno Giannotta che rappresenta per me non soltanto un complice nella musica, ma anche un amico con il quale ho la fortuna di condividere le cose semplici della vita. Bruno Ŕ la mia anima gemella armonica e "A Voglia" racconta la storia del Tango con uno stile e un approccio intimista, un faccia a faccia che riflette in profonditÓ la scelta del duo.

Oggi sono  autrice e compositrice di un progetto creato con Bruno Giannotta e Laurent Chavoit al contrabasso, insieme abbiamo composto un repertorio originale di canzoni italiane e francesi dall'accento mediterraneo, dove, ritmi latini, un'impronta poetica e armonie jazz si dividono la scena (www.manupe.com).

Ho scelto un percorso artistico che ricerca l'autenticitÓ, la sinceritÓ, il rispetto, la presenza, l'ascolto, la libertÓ d'espressione, la veritÓ dell'essere umano. Amo in modo particolare i viaggi, gli incontri, e per me l'Arte Ŕ un viaggio: cerco di andare pi¨ lontano per potermi riavvicinare.







Nato nel Salento nel 1974, vivo in Francia sin dall' infanzia. Ricevo la mia prima chitarra a otto anni e decido di studiarla fino ai miei vent'anni, data in cui mi propongono di diventare insegnante in un centro culturale. Decido allora di consacrarmi alla musica. BenchÚ sia soprattutto interessato al Jazz, decido nel frattempo di studiare anche chitarra classica.

A ventotto anni ho l'opportunitÓ di lavorare presso la societÓ di dischi Harmonia mundi che mi propone il ruolo di responsabile nel negozio di Tarbes. Durante otto anni, immerso nei dischi e a contatto con una clientela esigente, arricchisco la mia cultura nel Jazz, Classico, Contemporaneo, Musica etnica e Cinema d'arte e d'essai.

La crisi dei dischi non risparmierÓ il mio negozio. Decido di riprendere gli studi al conservatorio. Scelgo di non fare chitarra ma basso elettrico per studiarvi il contrappunto e poterlo in seguito applicare alla chitarra. Ottengo il Diploma di Studi Musicali (DEM) con il basso elettrico. In seguito, integro l'Istituto Superiore Delle Arti di Tolosa (ISDAT) e, nel 2015, ottengo il Diploma di Stato come professore di musica e con la specializzazione in chitarra jazz.

Durante questo periodo ascolto moltissimi dischi e, impregnandomene, cerco di sviluppare una visione sempre pi¨ orchestrale del mio strumento. Preferisco suonare con le dita poichÚ mi sembra che questo approccio mi corrispondi meglio.

Successivamente, mi dedico alla creazione di progetti in cui divento interprete ma soprattutto compositore nel momento in cui decido di scrivere una suite per chitarra e contrabasso (Laurent Chavoit) destinata ad accompagnare il film "Storia di erbe fluttuanti" di Yasujiro Ozu. Inoltre, suono in un repertorio di composizioni che partecipano allo spettacolo di Debora Di Giglio, "Parole di Rital(e)s", e scrivo una parte dei testi e della musica del repertorio del trio "Manupe" con Emanuela Perrupato e Laurent Chavoit.

"Ofelia", Manupe Trio, parole Arthur Rimbaud, musica Bruno Giannotta


Particolarmente marcato dall'ascolto del chitarrista NicolÓ "Colacho" Brizuela (Mercedes Sosa), mi riconcentro sulla chitarra di accompagnamento.  Sento un forte desiderio di riimmergermi nelle mie radici italiane, cos? riprendo i contatti con Emanuela che avevo conosciuto al Conservartorio di Tarbes. GiÓ da prima mi ero avvicinato al Tango ma al suo fianco divento un appassionato di questa musica. Decidiamo di cominciare l'avventura "A Voglia" che non farÓ che confermarmi che con Emanuela sono in presenza della grande interprete che mi mancava fino a quel momento.

Senza cercare di imitare altri chitarristi, coniugo e articolo il Tango con la mia mano destra integrandolo con un linguaggio che mi Ŕ proprio. Ascolto le antiche orchestre "Tipica" la cui memoria degli elementi Ŕ progettata sulla mia chitarra cos? come facevo nel Jazz. Attingendo di qua e di lÓ nelle frasi del contrabasso, aggiungendo dei rivolti personali e imitando gli accenti del bandoneon, ho trovato nel Tango suonato in duo un mezzo di espressione completo. Traduco sulla punta delle dita le variazioni del respiro, della voce di Emanuela, e le esprimo attraverso la mia musicalitÓ.